Per dare vita ad «Iconist» ho semplicemente unito le mie passioni. Amo i colori, l’arte, la comunicazione e il design.
Le mie raffigurazioni sono l’esaltazione della semplicità e della quotidianità, non stiamo parlando di disegni industriali: questi oggetti si sono elevati a qualcosa di molto più importante. Pensiamo alla Moka per esempio… Mia nonna la usava… mia mamma anche, io ne ho due e sicuramente la useranno anche i nostri figli. Arte è qualcosa che affascina e stupisce superando confini di tempo e spazio.
L’ottagono di alluminio è entrato in milioni di case, condividendo con noi momenti della nostra vita. È parte di noi… è ICONA. L’arte entra nella vita delle persone, assume un significato soggettivo che cambia la percezione stessa che noi abbiamo di quell’oggetto. Per molti una «Moka» è sinonimo di casa, del sentirsi protetti nel proprio contesto familiare. Per altri, per molti, per tutti, «Lambretta» o «Vespa» sono sinonimo di libertà, giovinezza, primo assalto alla conquista del mondo.
È per questo che “i miei” oggetti, quelli da me scelti per il progetto «Iconist», hanno acquisito significati profondi negli anni. Perché sono capaci di unire realtà, vivacità, artisticità, serietà e comunicatività.
Da qui sono partito e suddividendo in 4 concept differenti il mio lavoro

ICONIST “POP”
colori vivaci, forme ironiche, rappresenta la popolarità di questi oggetti

ICONIST “ART”
L’anima artistica è parte integrante di queste creazioni rappresentata simulando la pennellata del pittore

ICONIST “BLACK”
Il nero. I colori forti… La potenza commerciale

ICONIST “COMMUNICATION”
È il significato dell’oggetto che si inserisce nel disegno, spiegando letteralmente all’osservatore il vero messaggio.

A oggi ICONIST è commercializzato tramite stampe artistiche numerate. Ma è solo una destinazione d’uso per condividere questa idea, perché quando mi confronto con questo concept mi accorgo che è paragonabile all’acqua, che  sta in una bottiglia, in un bicchiere, ma che riempie cisterne o che forma mari e oceani con la capacità che tutti le riconoscono, ovvero quella di adattarsi al contenitore .
Quel “contenitore” oggi è una stampa su un pannello, domani potrebbe essere uno spazio, dopodomani un grattacielo o un bottone.